martedì 2 ottobre 2012

Anch'io compro all'Area12

Chi si ricorda Grandi Magazzini? In questo film, Nino Manfredi interpretava il ruolo di un attore sul viale del tramonto, alcolizzato e con serie difficoltà economiche. Il suo agente (Leo Gullotta) lo convince a girare uno spot per i Grandi Magazzini, dietro lauto compenso: ben un milione di lire (siamo nel 1986). I succitati problemi di alcool dell’attore lo costringono a ripetere la semplice battuta per decine di volte, ma alla fine riesce a recitarla nel modo corretto: 
Giorgio Chiellini e Mirko Vucinic non sono giocatori in declino, non hanno problemi di alcool e stanno bene a soldi. Eppure ieri, sui loro profili facebook e Twitter, si appellavano ai tifosi affinché riempissero lo Stadium in occasione della partita con lo Shakhtar. Probabilmente la Società teme che non si verifichi l'ormai classico tutto-esaurito che da un anno a questa parte caratterizza la nuova casa bianconera.
E vorrei anche vedere!
Il biglietto di curva (ops, tribuna nord e sud) costa 40€ (i tifosi del Milan con 40€ si vedono tutte e tre le partite del girone...), a cui vanno aggiunte le spese di viaggio, il permesso lavorativo e qualcosa da bere e mangiare (bisogni primari dell'uomo, ricordiamolo). Quindi, facciamo un piccolo preventivo personale: 40€ di biglietto, 15€ di pullman (perché sono iscritto a un Club Doc), mezza giornata di lavoro sottoforma di permesso, un panino e un'acqua da casa e, volendo, 4€ di birra allo stadio. Si superano abbondantemente i 60€. Per una partita contro una squadra mediocre.
Alla Società Juventus non importa che a giugno ho speso già 350€ per rinnovare il mio abbonamento in curva (ops, tribuna) sud. E meno male che l'ho rinnovato, perché se fosse stata la prima volta, di euro ne avrei dovuti spendere 390! È vero che abbiamo uno stadio che in Italia ci invidiano tutti ed è causa di rosicamenti; è vero che abbiamo una squadra fenomenale, che fa rosicare i connazionali e spendere parole di elogio al resto d'Europa; è vero che siamo campioni d'Italia, imbattuti; ma tutto questo giustifica i prezzi assurdi praticati dalla Juventus?
In questo momento storico, chi non può permettersi di andare allo Juventus Stadium non ci va, non c'è passione che tenga. Il fatto che gli abbonamenti siano andati tutti esauriti non vuol dire niente: i tradizionali "curvaioli" che non hanno potuto rinnovare sono stati sostituiti da nuovi tifosi, molto probabilmente con una "cultura" diversa, visto che adesso i bandieroni non possono entrare al secondo anello della curva (ops, tribuna) sud.
Chi può permettersi di pagare regolarmente certi prezzi ha i soldi e non avrà problemi a sfiorare i 100€ per la partita col Chelsea (non credo proprio che il biglietto osterà 40€). Ma quando la squadra finirà il suo ciclo e vivrà un paio di anni di appannamento, questi tifosi ci saranno ancora? Saranno disposti a spendere così tanto per una Juventus che galleggerà in zona Uefa (ops, Europa League)?
Lo scorso anno, Antonio Conte non perdeva occasione per ricordare da dove si arrivava: ci sono tifosi che arrivano dalla serie B (accettata supinamente) e da due settimi posti. Durante la gestione Ferrara-Zaccheroni-Delneri uscivo di casa e sapevo che avremmo giocato male, sapevo che sarei tornato a casa incazzato per colpa di Amauri, Diego, Motta, Martinez e altri compagni di merendine. Ma anche se faceva schifo, era sempre la Juve: non c'è niente da fare, la passione non la uccide neanche il peggior pippone in maglietta e pantaloncini.
C'ero quando si arrivava settimi e c'ero quando si arrivava primi. Ed ero in ottima compagnia.
Spero che i tifosi col portafoglio, quelli col parcheggio sotterraneo, che vanno al ristorante e spendono centinaia di euro in poche ore ci saranno anche nei momenti più difficili: il jolly del giocatore-testimonial ce lo siamo giocato ieri, ripetersi sarebbe indice di mancanza d'inventiva.

lunedì 1 ottobre 2012

Va bene il calcio, ma servirebbe anche un po' di fosforo

Vogliamo parlare del Tifoso Medio Italiano? Per intenderci: quello allattato al seno di Biscardi (sì, lo so che è una brutta immagine, ma di questo stiamo parlando). Il TMI riesce a riassumere una partita di 90 minuti più recupero, fatta di gol, assist, dribbling, scivolate, parate… la riassume, dicevo, in due o tre errori arbitrali, più o meno macroscopici. Riesce a farlo perché, armato di blocchetto, si segna ogni singolo fischio del direttore di gara, ogni bandierina alzata dal guardalinee, ogni occhiata del giudice di porta. Poco importa se non riesce a seguire bene cosa succede tra le due squadre in campo: l’importante è che la cinquina arbitrale sbagli qualcosa, altrimenti lui di che parla il giorno dopo? Capita talvolta che la suddetta cinquina non commetta errori gravi: allora, piuttosto che starsene zitto per una settimana, il prode TMI riesce a confrontare le decisioni dell’arbitro X con quelle dell’arbitro Y, per scoprire che hanno giudicato diversamente un episodio simile. La conseguenza che ne trae è che uno dei due arbitri ha intenzionalmente favorito una determinata squadra, di solito la Juventus. Ecco: l’antijuventino è il TMI per eccellenza. Non importa cosa faccia la sua squadra del cuore, l’importante è che la Juventus perda. Se la sua squadra naviga in cattive acque, una sconfitta della Juventus riesce a ridargli il sorriso (nei casi più gravi è addirittura più contento di un 6-0 nel derby in favore della sua squadra); quando invece i suoi beniamini gli regalano scudetti, coppe e onori vari… beh, anche qui l’importante è che la Juventus perda. Il TMI antijuventino è ossessionato dalla Vecchia Signora: non può fare a meno di nominarla, anche quando la sua squadra del cuore vince tutto, o quasi. Il suo è un bisogno fisiologico (sì, “bisogno fisiologico”), che diventa più impellente ogniqualvolta un giornalista o un vecchio allenatore rauco attirano l’attenzione sua e quella dei suoi simili con deliri assortiti. Per il TMI, la polemica è il sale della vita. I ricercatori (pochi, per la verità) stanno tentando di trovare una cura per il nostro povero TMI; in attesa della panacea, consigliamo una dieta povera di sodio.